Cos’è un computo metrico per una ristrutturazione
Il nome dice già metà del lavoro. “Metrico” perché misura: metri quadrati di intonaco, metri cubi di demolizione, chilogrammi di acciaio, numero di serramenti. “Estimativo” perché a quelle misure assegna un valore economico.
Un computo metrico per ristrutturazione segue il progetto fase per fase. Parte dalle demolizioni e dalle rimozioni, passa alle opere strutturali e murarie, poi a impianti e finiture. Ogni lavorazione è una voce, e ogni voce è descritta in modo da non lasciare dubbi su cosa comprende.
Il computo traduce i disegni in quantità: è il punto in cui un progetto diventa misurabile.
La qualità del computo dipende dalla qualità del progetto. Se i disegni sono vaghi, le quantità lo saranno altrettanto. Per questo il computo arriva dopo il progetto, e negli edifici esistenti spesso dopo un rilievo.
Nelle ristrutturazioni il rilievo pesa più che nelle costruzioni nuove. Spessori dei muri, orditura dei solai, impianti sotto traccia: molte informazioni si scoprono solo misurando o aprendo. Un computo onesto lo dichiara. Indica quali quantità sono certe e quali dipendono da verifiche da fare in cantiere, così l’eventuale differenza non arriva come una sorpresa.
Com’è fatta una voce del computo metrico
Ogni riga del computo ha la stessa struttura. Imparare a leggerla è il modo più rapido per capire il documento.
| Campo | Cosa indica |
|---|---|
| Codice | Il riferimento alla voce del prezzario usato, per ritrovarla e controllarla |
| Descrizione | Cosa comprende la lavorazione: materiali, modalità, oneri inclusi |
| Unità di misura | Metro, metro quadrato, metro cubo, chilogrammo, cadauno, a corpo |
| Quantità | Il numero ricavato dai disegni o dal rilievo, con le misure parziali |
| Prezzo unitario | Il prezzo della singola unità, preso dal prezzario indicato |
| Importo | Quantità per prezzo unitario |
La descrizione è il campo più importante. Due voci con lo stesso nome possono avere contenuti diversi: un intonaco con o senza rete, una demolizione con o senza trasporto in discarica. Il prezzo ha senso solo se si sa cosa paga.
Da quali prezzari parte il computo
Il prezzo unitario non si inventa. Si prende da un prezzario di riferimento, scelto in base al tipo di lavoro e alla zona. In Lombardia i riferimenti più usati sono tre.
Il primo è il prezzario regionale dei lavori pubblici di Regione Lombardia. L’edizione 2026 è stata approvata con la D.G.R. XII/6071 del 27 aprile 2026 e resta valida fino al 31 dicembre 2026. È pensato per le opere pubbliche, ma è un riferimento ufficiale e dettagliato anche per un lavoro privato.
Il secondo è il listino dei prezzi informativi delle opere edili pubblicato dalla Camera di Commercio di Bergamo con ANCE Bergamo. Descrive i prezzi del mercato locale. Il terzo sono le guide DEI dei prezzi informativi dell’edilizia, diffuse a livello nazionale.
La scelta del prezzario va dichiarata nel computo, insieme all’edizione. Un computo che non dice da dove prende i prezzi non si può controllare.
Computo metrico e preventivo dell’impresa: la differenza
Le due cose si confondono spesso, ma rispondono a domande diverse.
| Computo metrico estimativo | Preventivo dell’impresa | |
|---|---|---|
| Chi lo redige | Un tecnico, sulla base del progetto | L’impresa che vuole eseguire i lavori |
| Natura | Documento tecnico | Offerta commerciale |
| Quantità | Misurate sui disegni e sul rilievo | Stimate dall’impresa, a volte a corpo |
| Prezzi | Presi da un prezzario dichiarato | Fissati dall’impresa |
| A cosa serve | Stimare il costo e dare una base comune | Proporre un prezzo per eseguire l’opera |
Il vantaggio pratico è il confronto. Se mandi lo stesso computo a più imprese, ognuna quota le stesse lavorazioni nelle stesse quantità. Le differenze di prezzo diventano visibili voce per voce. Senza computo, ogni impresa descrive il lavoro a modo suo e le offerte non si possono mettere a confronto.
Tre preventivi su tre descrizioni diverse non sono un confronto: sono tre lavori diversi.
Come leggere un computo metrico per ristrutturazione
Non serve essere tecnici per leggerlo con attenzione. Bastano alcune domande, voce per voce e sul documento intero:
- la descrizione dice chiaramente cosa è compreso e cosa no, compresi trasporti e smaltimenti;
- la quantità è coerente con quello che vedi nei disegni, almeno per le voci più pesanti;
- le voci a corpo sono poche e ben descritte, perché sono le più difficili da controllare;
- sono indicati il prezzario e la sua edizione;
- ci sono lavorazioni che sai necessarie e che nel computo non compaiono.
L’ultima domanda è la più utile. Un computo incompleto produce varianti in corso d’opera, e le varianti sono il punto in cui i costi sfuggono. Un computo completo, al contrario, rende trasparente ogni extra: se una lavorazione non c’era, si vede subito.
Le voci strutturali meritano un’attenzione in più. Consolidamenti, cerchiature, rinforzi di solai dipendono dal calcolo. Le loro quantità le fissa il progetto strutturale, non una stima a occhio.
Quando serve: capitolato, cantiere e detrazioni
Il computo metrico per ristrutturazione accompagna tutto il percorso dei lavori, non solo la fase iniziale.
Prima dell’affidamento è la base del capitolato e della richiesta di offerte. Può servire anche per una richiesta di finanziamento legata ai lavori. Durante il cantiere diventa lo strumento per misurare l’avanzamento e gestire le varianti: ogni modifica si confronta con la voce originale. A fine lavori aiuta a chiudere la contabilità senza discussioni sulle quantità.
C’è poi il capitolo delle detrazioni fiscali. Per alcuni interventi la norma chiede di verificare che le spese siano congrue. Per l’Ecobonus, il DM 6 agosto 2020 sui requisiti tecnici rinvia ai prezzari regionali e alle guide DEI. Anche tra Bonus Casa ed Ecobonus cambiano requisiti e documenti tecnici. La parte fiscale resta al commercialista o al CAF.
Redigo il computo metrico estimativo partendo dal progetto o dal rilievo, con il prezzario più pertinente al lavoro e la sua edizione dichiarata. Lavoro nella Bergamasca, anche nelle province di Milano e Cremona.
Domande frequenti
Il computo metrico è obbligatorio per una ristrutturazione privata?
Per un lavoro privato è prima di tutto uno strumento di controllo dei costi. Diventa un documento richiesto in casi specifici, per esempio quando una detrazione fiscale chiede di dimostrare la congruità delle spese. Anche quando non è richiesto, permette di confrontare le offerte sulla stessa base e di gestire le varianti.
Chi può redigere un computo metrico?
Un tecnico che conosce il progetto e sa misurarlo: ingegnere, architetto o geometra, secondo le competenze. Conta che le quantità siano ricavate dai disegni o dal rilievo e che il prezzario sia dichiarato. Per le voci strutturali le quantità devono venire dal progetto strutturale, non da una stima.
Il computo metrico vincola il prezzo dell’impresa?
No. Il computo stima il costo; il prezzo lo propone l’impresa con la sua offerta. Serve a rendere le offerte confrontabili e a capire dove si discostano. Se nel contratto si richiamano le voci del computo, quelle descrizioni diventano il riferimento per misurare lavori e varianti.
Quale prezzario si usa in Lombardia?
Dipende dal tipo di lavoro. Il prezzario regionale dei lavori pubblici di Regione Lombardia è il riferimento ufficiale più completo. Il listino della Camera di Commercio di Bergamo descrive il mercato locale. Le guide DEI sono diffuse a livello nazionale. L’importante è dichiarare quale si usa e quale edizione.