Crepe superficiali e crepe strutturali: la differenza

Una crepa superficiale interessa lo strato di finitura: intonaco, rasatura, pittura. Nasce spesso dal ritiro dei materiali o dagli sbalzi di temperatura e umidità. È un difetto estetico, che può ripresentarsi ma non dice nulla sulla capacità del muro di portare i carichi.

Crepe sottili a ragnatela sull'intonaco di una parete interna, tipiche del ritiro della finitura

Una crepa strutturale interessa la muratura o il cemento armato che stanno sotto l’intonaco. Indica che un elemento portante ha subito una deformazione o una sollecitazione che non era in grado di assorbire. Le cause possibili sono diverse: un movimento delle fondazioni, un solaio che si è inflesso, un carico aumentato, un intervento eseguito senza verifica, il degrado dei materiali.

La crepa è un sintomo. Quello che conta è la causa, e la causa non si legge sull’intonaco.

Dall’esterno le due situazioni possono sembrare simili. Per questo l’andamento della fessura è un indizio utile, ma non una diagnosi.

Come si presentaCosa può indicareCosa conviene fare
Sottile, irregolare, a ragnatela sull’intonacoRitiro o invecchiamento della finituraTenerla d’occhio; di solito è un tema di finiture
Verticale, dove si incontrano materiali diversiMovimenti diversi tra due parti, per esempio muratura e cemento armatoVerificare se è stabile nel tempo
Diagonale o a scaletta lungo i giunti dei mattoniPossibile movimento delle fondazioni o spinta non contrastataFarla valutare da un tecnico
Orizzontale, all’altezza di un solaio o della coperturaPossibile deformazione del solaio o movimenti termici della coperturaFarla valutare da un tecnico
Passante, visibile su entrambe le facce del muroInteressa tutto lo spessore della pareteFarla valutare da un tecnico

Crepe nei muri: quando preoccuparsi

Più che la singola crepa nei muri, conta l’insieme dei segnali. Alcuni meritano una verifica senza aspettare:

  • la fessura si allarga o si allunga nel giro di settimane o mesi;
  • attraversa il muro e si vede da entrambi i lati;
  • compare insieme a porte e finestre che non chiudono più bene;
  • si accompagna a pavimenti che si inclinano o a solai che si abbassano;
  • nasce dopo lavori in casa, scavi nelle vicinanze, perdite d’acqua prolungate o un evento come un sisma.

Il segnale più importante è il primo: il movimento. Una crepa ferma da anni racconta qualcosa che è già successo. Una crepa che cresce racconta qualcosa che sta succedendo. Per capirlo, in alcuni casi si misura l’apertura della fessura a distanza di tempo con appositi strumenti, prima di decidere se e come intervenire.

Un caso a parte sono gli edifici dove si è lavorato su elementi portanti senza un progetto: un muro aperto, un solaio caricato più del previsto, un piano aggiunto. Le crepe comparse dopo questi lavori vanno sempre fatte vedere.

Cosa non fare davanti a una crepa

Stuccare e ridipingere è la reazione più comune. Su una crepa superficiale è una riparazione legittima. Su una crepa strutturale nasconde l’unico segnale visibile senza toccare la causa, e rende più difficile capire se la fessura si sta muovendo.

Chiudere una crepa senza sapere perché si è aperta significa spegnere la spia, non riparare il guasto.

Meglio fare due cose semplici prima di chiamare un tecnico. Fotografa la crepa con un riferimento di misura accanto e segna la data. Annota quando è comparsa e se nel frattempo è cambiato qualcosa in casa o intorno: lavori, scavi, perdite, nuovi carichi. Sono informazioni che al sopralluogo fanno risparmiare tempo.

Cosa prevedono le norme: la valutazione della sicurezza

Le Norme Tecniche per le Costruzioni (DM 17 gennaio 2018) dedicano agli edifici esistenti il capitolo 8. Il paragrafo 8.3 elenca le situazioni in cui la valutazione della sicurezza deve essere effettuata. Tra queste c’è la riduzione evidente della capacità resistente o deformativa della struttura, dovuta al degrado dei materiali o a deformazioni significative, anche legate a problemi in fondazione. Ci sono poi i danni prodotti da azioni ambientali o eccezionali, e i gravi errori di progetto o di costruzione.

La valutazione si conclude con una relazione che deve stabilire una di tre cose. L’uso della costruzione può continuare senza interventi. Oppure l’uso va modificato, con un declassamento, un cambio di destinazione o limitazioni e cautele. Oppure è necessario aumentare la sicurezza strutturale con degli interventi.

Questa verifica non va confusa con il certificato di idoneità statica. Il certificato nasce dalle norme sul condono edilizio (DM 15 maggio 1985) e serve nelle pratiche di sanatoria e di agibilità. La valutazione della sicurezza riguarda invece qualunque edificio esistente che mostri danni, degrado o deformazioni, anche senza alcuna pratica in corso. Sono due percorsi diversi, con documenti diversi.

Come si svolge una verifica

Nessuno può dire se una crepa è pericolosa guardando una fotografia. La valutazione della sicurezza che svolgo sugli edifici esistenti segue quattro passaggi, e parte sempre dal sopralluogo.

FaseCosa succede
Raccolta dei documentiSi cercano titoli edilizi, disegni e documentazione storica, in Comune o presso il proprietario
Sopralluogo e rilievoSi rilevano gli elementi strutturali, le loro sezioni e lo stato di conservazione; si mappano le fessure
Verifica tecnicaSi confronta la capacità portante rilevata con i carichi richiesti dalla normativa
Relazione finaleSi indica se l’uso può proseguire, se va limitato o se serve un intervento

Quando i documenti mancano, cosa frequente negli edifici meno recenti, la verifica si basa sul rilievo diretto. Nei casi più incerti può servire un’indagine diagnostica più approfondita o una prova di carico. Nei casi semplici bastano rilievo e calcolo.

Se la relazione indica che serve un intervento, il passo successivo è un progetto di consolidamento strutturale: rinforzo di un solaio, di una muratura o delle fondazioni, secondo la causa trovata.

Domande frequenti

Le crepe nei muri interni sono pericolose?

Dipende da cosa interessano. Se riguardano solo l’intonaco o un tramezzo non portante, di solito sono un problema di finiture. Se interessano un muro portante, sono diagonali o passanti, oppure si allargano nel tempo, vanno fatte valutare. La posizione nella casa conta meno del tipo di elemento coinvolto.

Una crepa orizzontale è più grave di una verticale?

Non c’è una regola valida sempre. Una crepa orizzontale all’altezza di un solaio può indicare che il solaio si è deformato; una diagonale può indicare un movimento delle fondazioni. L’andamento orienta il tecnico, ma la gravità dipende dalla causa e da quanto la fessura si muove.

A chi rivolgersi per le crepe nei muri?

A un ingegnere che si occupa di strutture. Il tecnico esegue il sopralluogo, rileva gli elementi portanti e redige una relazione sulla sicurezza dell’edificio. L’impresa interviene dopo, sulla base di un progetto. L’ordine giusto è questo: prima la verifica, poi la riparazione.

Dopo la verifica bisogna per forza fare dei lavori?

No. La valutazione della sicurezza può concludere che l’uso dell’edificio prosegue senza interventi, oppure con alcune limitazioni. I lavori servono solo quando la relazione indica che la sicurezza strutturale va aumentata. In quel caso si passa a un progetto di consolidamento, calibrato sulla causa.