Incarico ricevuto dalla proprietaria di un fabbricato residenziale su due piani fuori terra, composto da quattro unità abitative, costruito a inizio anni '60. Ne veniva richiesta la regolarizzazione a seguito di un controllo da parte del Comune, per il rilascio dell'idoneità alloggiativa necessaria agli affittuari (extracomunitari) ai fini del ricongiungimento familiare. Il fabbricato era stato autorizzato nel 1963 con Licenza Edilizia per la costruzione di due appartamenti, mentre in fase di costruzione ne erano stati realizzati quattro, oltre a un sottotetto accessibile ma non abitabile.
Condizione imprescindibile per il rilascio dell'idoneità alloggiativa è l'agibilità, a sua volta subordinata alla regolarità urbanistica dell'intero immobile. Si è proceduto pertanto con la prima fase di sanatoria e con le operazioni successive per l'agibilità finale: verifica della doppia conformità urbanistica ed edilizia del fabbricato (1963 e 2023), con pagamento delle sanzioni/oblazioni per le difformità riscontrate; adeguamento igienico-sanitario di un bagno al piano primo non sanabile, ricavato in un sottoscala, tramite specifica C.I.L.A.; verifica della conformità degli impianti originari, realizzati prima della Legge 46/1990, tramite Di.Ri. (dichiarazioni di rispondenza) in sostituzione delle Di.Co., come consentito dal D.M. n. 37/2008, e reperimento delle Di.Co. per le modifiche successive al 1990; aggiornamento catastale allo stato dei luoghi tramite rilievo puntuale; stesura di una relazione di idoneità statica verificando la consistenza dei muri portanti, dei solai e della copertura in legno, essendo il fabbricato stato costruito prima della Legge 1086/1971.
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