Laterocemento e acciaio: due solai diversi

Il solaio in laterocemento è fatto di travetti in cemento armato affiancati da blocchi in laterizio, le pignatte, con sopra una soletta in calcestruzzo. Lavora come una serie di travi a T: travetto sotto, soletta sopra.

Nel solaio in acciaio le travi sono profili in acciaio a doppia T, chiamati in cantiere putrelle. Tra una trave e l’altra ci sono voltine in mattoni o tavelloni in laterizio. Sopra può esserci una cappa in calcestruzzo, che però non sempre collabora con le travi: a volte è solo appoggiata.

Tipo di solaioCom’è fattoCosa va osservato
LaterocementoTravetti in cemento armato, pignatte in laterizio, solettaFessure lungo i travetti, macchie di ruggine, pezzi di laterizio o intonaco che si staccano
Acciaio con tavelloni o voltineProfili a doppia T, tavelloni o voltine, cappa a volte non collaboranteRuggine sulle travi, appoggi sui muri, pavimento che vibra o si abbassa

Il distacco del fondo delle pignatte si chiama sfondellamento. È un segnale da far verificare, non da nascondere con un controsoffitto.

Intradosso di un solaio in laterocemento con i travetti e il fondo di alcune pignatte staccato

Quando serve il rinforzo di un solaio

Le cause più frequenti sono tre. La prima è il degrado: infiltrazioni, ferri dei travetti che arrugginiscono, travi in acciaio corrose agli appoggi. La seconda è l’aumento dei carichi: un pavimento più pesante, un cambio d’uso, un magazzino o macchinari in un capannone. La terza è una modifica della struttura: un foro per una scala, un muro d’appoggio aperto o rimosso.

Il cambio d’uso merita attenzione. Le Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 al paragrafo 8.4.3 chiedono l’adeguamento dell’intera costruzione in alcuni casi precisi. Uno è il cambio di destinazione che aumenta di oltre il 10% i carichi verticali globali in fondazione. In quel caso non basta rinforzare il solaio: va verificato tutto l’edificio.

C’è poi il ruolo del solaio durante un terremoto. La Circolare n. 7 del 2019, al paragrafo C8.7.4.1, ricorda che i solai trasferiscono le azioni orizzontali alle pareti. Per farlo devono essere ben ancorati alle murature, soprattutto a quelle perimetrali. Un solaio robusto ma scollegato dai muri aiuta poco.

Un solaio non si giudica da sotto, a occhio. Si giudica con il rilievo, i carichi reali e il calcolo.

Come si valuta un solaio prima di rinforzarlo

Il primo passo è la conoscenza. Si cercano i titoli edilizi e i disegni originali, poi si rilevano luci, sezioni, interassi e appoggi. Spesso servono piccoli saggi per vedere cosa c’è sotto il pavimento o dentro il soffitto. Quando servono prove sui materiali, le NTC chiedono che prelievi e prove siano fatti da un laboratorio autorizzato.

Con questi dati il progettista inquadra l’intervento. Il paragrafo 8.4.1 delle NTC descrive la riparazione o intervento locale: riguarda singoli elementi e non cambia in modo significativo il comportamento globale. La Circolare cita espressamente impalcati e porzioni di impalcato tra gli esempi. In questi casi la verifica può limitarsi alle parti interessate. Va però dimostrato che il resto della struttura non peggiora e va valutato l’aumento di sicurezza locale.

Se il rinforzo cambia il comportamento dell’edificio, il quadro è diverso. Diventa un intervento di miglioramento e la valutazione si estende alla struttura nel suo insieme. Questa scelta la fa il progettista, caso per caso, e la motiva nella relazione.

Pratiche: titolo edilizio e zona sismica

Un rinforzo strutturale non è manutenzione ordinaria. Serve il titolo edilizio previsto per l’intervento, e nelle zone sismiche si aggiungono le regole della parte II del DPR 380/2001. L’articolo 93 chiede il preavviso scritto allo sportello unico anche per le riparazioni, con il progetto firmato.

L’articolo 94-bis classifica le riparazioni e gli interventi locali sulle costruzioni esistenti come interventi di minore rilevanza. Per questi non serve l’autorizzazione preventiva dell’ufficio tecnico regionale. Le Regioni possono però prevedere controlli, anche a campione. L’iter concreto dipende dalla zona sismica del Comune e da come il progettista inquadra l’intervento.

Rinforzo solaio: le strade tecniche principali

Le soluzioni dipendono dal tipo di solaio, dallo stato dei materiali e da cosa si deve ottenere. La Circolare n. 7 del 2019 indica alcune strade per i solai degli edifici in muratura, in modo esplicitamente indicativo. Per i solai con travi in acciaio e voltine o tavelloni prevede solette armate rese solidali ai profili. Le solette vanno collegate alle murature perimetrali con connettori. Con le voltine può servire anche collegare tra loro le travi, con barre o piatti metallici trasversali.

SituazioneStrada che il progetto può valutareRiferimento
Travi in acciaio con tavelloni e cappa non collaboranteCappa armata resa solidale alle travi con connettoriCircolare 7/2019, § C8.7.4.1
Travi in acciaio con voltineCappa collaborante e collegamento delle travi tra loroCircolare 7/2019, § C8.7.4.1
Solaio poco collegato ai muriAncoraggi sul perimetro, anche con barre iniettate con malte o resineCircolare 7/2019, § C8.7.4.1
Travetti in cemento armato degradatiRipristino o rinforzo degli elementi, dopo le indaginiNTC 2018, § 8.4.1 e § 8.7.4

Sui cordoli negli edifici in muratura la Circolare è prudente. Quelli a livello dei solai intermedi servono solo in casi da motivare. Quelli ricavati a scasso nello spessore del muro vanno di norma evitati, perché alterano lo stato di sollecitazione della parete. Anche il peso conta: una nuova cappa in calcestruzzo aggiunge carico, che va verificato sui muri e sulle fondazioni.

Il tipo di rinforzo e la sua quantità si stabiliscono con il calcolo, non con la consuetudine di cantiere.

Un caso reale: il solaio in acciaio di Caravaggio

Un esempio pubblicato è il solaio in acciaio di Caravaggio, in un fabbricato industriale oggetto di recupero edilizio. Il solaio era fatto di profili IPE140 a interasse di 80 centimetri, con tavelloni appoggiati alle ali. La cappa in calcestruzzo era solo gettata sopra e non collaborava con le travi.

Per irrigidirlo sono stati fresati i pavimenti in corrispondenza delle travi. Sull’ala superiore dei profili sono stati saldati connettori a “C” in barre per cemento armato. Poi è stato realizzato un nuovo getto di 6 centimetri con rete elettrosaldata, collaborante con l’acciaio. Lavori di questo tipo li seguo dal rilievo alla direzione dei lavori, come interventi su edifici esistenti.

I valori citati sono quelli di quel solaio. Non vanno trasferiti a un altro: luci, carichi e stato dei materiali cambiano da caso a caso.

Domande frequenti sul rinforzo del solaio

Chi può progettare il rinforzo di un solaio?

Un tecnico abilitato, nei limiti delle sue competenze. Nelle zone sismiche l’articolo 93 del DPR 380/2001 chiede un progetto firmato da un professionista iscritto all’albo. Può essere un ingegnere, un architetto, un geometra o un perito edile, e firma anche il direttore dei lavori. Il rinforzo va calcolato: il solaio porta persone, arredi e a volte macchinari.

Il rinforzo del solaio richiede l’autorizzazione sismica?

Non sempre. L’articolo 94-bis del DPR 380/2001 considera le riparazioni e gli interventi locali come interventi di minore rilevanza. Per questi non serve l’autorizzazione preventiva dell’ufficio tecnico regionale. Resta il preavviso con il deposito del progetto previsto dall’articolo 93, oltre al titolo edilizio. Le Regioni possono prevedere controlli a campione.

Si può rinforzare un solaio senza rifare il pavimento?

A volte sì, ma dipende dalla tecnica scelta. Una cappa collaborante richiede di lavorare dall’alto, sopra le travi. Altri interventi si fanno dal basso, sull’intradosso. La scelta dipende dallo stato del solaio, dai carichi richiesti e da cosa va conservato. La decide il progetto dopo il rilievo, non prima.

Cosa fare se dal soffitto si staccano pezzi di laterizio?

Va chiesta subito una verifica a un tecnico, senza coprire il problema con un controsoffitto o una rasatura. Il distacco del fondo delle pignatte può dipendere da cause diverse, e solo un sopralluogo stabilisce quanto è esteso. Nel frattempo conviene non sostare sotto la zona interessata e non caricare il piano sopra.