Cos’è la valutazione della sicurezza strutturale di un edificio esistente
Il riferimento è il capitolo 8 delle Norme Tecniche per le Costruzioni (DM 17 gennaio 2018), dedicato alle costruzioni esistenti. Per la norma è esistente l’edificio che ha la struttura completamente realizzata quando si fa la valutazione o il progetto. Vale quindi per la casa degli anni Sessanta come per il capannone di dieci anni fa.
Il paragrafo 8.3 la definisce un procedimento quantitativo. Lo scopo è determinare l’entità delle azioni che la struttura può sostenere con il livello minimo di sicurezza richiesto. La relazione che la accompagna deve permettere di stabilire se l’uso può continuare senza interventi, se va modificato, oppure se occorre aumentare la sicurezza strutturale con interventi.
Una valutazione della sicurezza non dice “l’edificio è sicuro” o “non lo è”: dice quanto regge, e cosa serve perché regga quanto deve.
Il punto di partenza è diverso da quello di una nuova costruzione. Un edificio esistente riflette le conoscenze dell’epoca in cui è stato costruito. Può nascondere difetti non visibili, aver subito eventi passati, avere materiali degradati o modifiche rispetto al progetto originale. La norma chiede di tenerne conto.
Quando la valutazione della sicurezza è obbligatoria
Le NTC elencano le situazioni in cui va fatta. Basta che ne ricorra una:
- una riduzione evidente della capacità della struttura, dovuta a degrado dei materiali, deformazioni importanti anche per problemi in fondazione, danni da sisma, vento, neve, urti, incendi o da un uso anomalo;
- errori gravi di progetto o di costruzione, quando sono provati;
- un cambio di destinazione d’uso con una variazione significativa dei carichi, o il passaggio a una classe d’uso superiore;
- lavori non dichiaratamente strutturali che però interagiscono con elementi portanti e ne riducono in modo consistente la capacità o ne modificano la rigidezza;
- gli interventi strutturali di riparazione, miglioramento o adeguamento;
- le opere realizzate senza titolo o in difformità dal titolo, o non conformi alle norme tecniche dell’epoca.
Se la situazione riguarda una parte limitata dell’edificio, la valutazione può riguardare solo gli elementi interessati e quelli collegati. La condizione è che il cambiamento locale non incida in modo sostanziale sul comportamento dell’intera struttura.
L’ultima voce dell’elenco è quella che sorprende di più. Un muro portante aperto senza progetto, un solaio aggiunto, un soppalco murato: la sanatoria amministrativa regola il lato urbanistico, ma la norma tecnica chiede comunque di verificare la struttura.
Valutazione della sicurezza e idoneità statica: due percorsi diversi
I due termini vengono usati spesso come sinonimi. Non lo sono, e scegliere quello sbagliato fa perdere tempo.
| Relazione di idoneità statica | Valutazione della sicurezza | |
|---|---|---|
| Riferimento | DM 15 maggio 1985 e DM 20 settembre 1985, nell’ambito della legge 47/1985 | NTC 2018, capitolo 8 |
| Quando si usa | Condoni, sanatorie, agibilità di edifici privi di collaudo o documenti | Qualunque edificio esistente nelle situazioni previste dalle NTC |
| Domanda a cui risponde | La struttura è idonea a sostenere i carichi previsti? | Quanto regge la struttura, e serve intervenire? |
| Esito | Attestazione di idoneità | Uso invariato, uso limitato, oppure interventi |
Capire quale dei due serve è il primo lavoro del tecnico. Dipende dal motivo per cui ti serve la verifica: una pratica edilizia, un danno, un cambio d’uso, un intervento da progettare.
Come si svolge: conoscenza, modello, verifica
Su un edificio esistente non si parte dal disegno, si parte da ciò che c’è. Il paragrafo 8.5 delle NTC descrive le fasi con cui si costruisce la conoscenza della struttura.
| Fase | Cosa si fa |
|---|---|
| Analisi storico-critica | Si ricostruiscono costruzione, modifiche nel tempo ed eventi subiti |
| Rilievo | Si rilevano geometria, elementi portanti, stato di conservazione, quadri fessurativi e dissesti |
| Caratterizzazione dei materiali | Documenti, verifiche visive e prove; i prelievi e le prove li esegue un laboratorio autorizzato |
| Livello di conoscenza | Si stabilisce quanto si conosce davvero (LC1, LC2, LC3) e se ne tiene conto nelle verifiche |
| Verifiche e relazione | Si confronta la capacità della struttura con le azioni previste e si scrive l’esito |
Il livello di conoscenza non è un dettaglio formale. Più la struttura è documentata e indagata, più il calcolo può usare valori realistici. Meno si sa, più la norma impone prudenza nei parametri.
Le fondazioni non si verificano sempre. Le NTC rendono obbligatoria la loro verifica solo in casi precisi: dissesti importanti dovuti a cedimenti, attuali o passati, possibili ribaltamenti o scorrimenti, possibili fenomeni di liquefazione del terreno sotto sisma.
Il primo strumento di una valutazione della sicurezza non è il software di calcolo: è il rilievo fatto bene.
Dopo la valutazione: riparazione, miglioramento, adeguamento
Se la valutazione conclude che servono interventi, le NTC li classificano in tre categorie al paragrafo 8.4. Gli interventi di riparazione o locali riguardano singoli elementi e non devono ridurre la sicurezza preesistente. Quelli di miglioramento aumentano la sicurezza senza arrivare per forza ai livelli richiesti a una nuova costruzione. Quelli di adeguamento raggiungono i livelli fissati dalla norma.
In alcuni casi l’adeguamento è obbligatorio. Succede, per esempio, quando si vuole sopraelevare l’edificio o ampliarlo con opere strutturalmente collegate che ne cambiano in modo significativo la risposta. Il sopralzo di Caravaggio, su una casa degli anni Sessanta, ha richiesto proprio l’adeguamento sismico dell’intera struttura.
Le NTC prevedono il collaudo statico solo per gli interventi di miglioramento e di adeguamento. Per quelli locali il progetto e la verifica possono riferirsi alle sole parti interessate, documentando le carenze riscontrate.
La valutazione della sicurezza statica parte sempre dal rilievo diretto e si chiude con una relazione che indica, quando servono, gli interventi necessari. La seguo nella Bergamasca, anche nelle province di Milano e Cremona.
Domande frequenti
Chi può fare la valutazione della sicurezza di un edificio?
Un tecnico abilitato alla progettazione strutturale, che firma la relazione e ne risponde. Il lavoro comprende rilievo, eventuali indagini sui materiali affidate a un laboratorio autorizzato, modello di calcolo e verifiche. Il documento finale deve spiegare il livello di conoscenza raggiunto e su quali dati si basa l’esito.
Le crepe nei muri richiedono sempre una valutazione della sicurezza?
Non sempre. La valutazione è obbligatoria quando c’è una riduzione evidente della capacità della struttura, per esempio per dissesti, deformazioni o danni. Molte fessure sono superficiali. Distinguere le une dalle altre richiede un sopralluogo tecnico: dalle fotografie non si fa una diagnosi.
La valutazione della sicurezza obbliga a fare lavori?
No. Le conclusioni possibili sono tre: l’uso continua senza interventi, l’uso va modificato o limitato, oppure servono interventi per aumentare la sicurezza. Gli interventi sono obbligatori solo nei casi previsti dalla norma, come una sopraelevazione, o quando la verifica dimostra che la struttura non regge l’uso previsto.
Serve una valutazione della sicurezza per cambiare destinazione d’uso?
Serve quando il cambio d’uso comporta una variazione significativa dei carichi o il passaggio a una classe d’uso superiore. Va verificato confrontando i carichi del vecchio uso con quelli che le NTC prevedono per il nuovo. Se i carichi in fondazione aumentano oltre la soglia fissata dalle NTC, scatta l’adeguamento.