Cedimento delle fondazioni: cosa succede alla struttura
Ogni edificio scarica il suo peso sul terreno attraverso le fondazioni. Il terreno, sotto quel peso, si comprime un poco. È normale ed è previsto dal progetto, soprattutto nei primi anni dopo la costruzione.
Il problema nasce quando il terreno cede in modo diverso da un punto all’altro. Si parla allora di cedimento differenziale. Un angolo della casa scende di più, oppure la parte centrale si abbassa rispetto ai lati. I muri, che sono rigidi, non riescono a seguire la deformazione e si fessurano.
Non è il cedimento in sé a danneggiare un edificio, è la differenza di cedimento tra una parte e l’altra.
Per questo una casa può essersi abbassata di qualche centimetro senza un danno visibile. E un’altra può mostrare crepe evidenti con spostamenti molto più piccoli. Conta come si muove la struttura, non solo quanto.
I segnali di un cedimento delle fondazioni
Nessun segnale, da solo, prova un cedimento delle fondazioni. Le stesse crepe possono avere altre cause, come un solaio che si inflette o un intonaco che si ritira. È l’insieme dei sintomi, e il fatto che cambino nel tempo, a orientare il tecnico.
| Segnale | Cosa osservare | Perché conta |
|---|---|---|
| Crepe diagonali o a scaletta nei muri | Partono spesso dagli angoli di porte e finestre e salgono verso l’alto | Sono la traccia tipica di una parte di muro che scende rispetto all’altra |
| Crepe più larghe in alto o in basso | La fessura si apre a cuneo invece di avere larghezza costante | Indica una rotazione di una porzione di edificio |
| Porte e finestre che si bloccano | Telai fuori squadra, ante che strisciano, fessure tra telaio e muro | Il vano si è deformato insieme alla muratura |
| Pavimenti in pendenza | Una biglia che rotola sempre nella stessa direzione, battiscopa staccati | Il piano di appoggio si è abbassato in un punto |
| Distacchi tra corpi di fabbrica | Una fessura verticale tra la casa e un’aggiunta successiva | Due fondazioni diverse si muovono in modo diverso |
| Crepe nel marciapiede o nella pavimentazione esterna | Fessure parallele al muro, avvallamenti vicino alla casa | Il terreno attorno alla fondazione si è mosso |
Il segnale più importante resta il movimento. Una fessura ferma da anni racconta qualcosa che è già successo. Una fessura che si allarga racconta qualcosa che sta succedendo. Le crepe nei muri che crescono nel giro di settimane o mesi vanno sempre fatte vedere.
Nel frattempo, la cosa utile da fare è documentare. Fotografa le fessure con un riferimento di misura accanto e annota la data. Segna quando sono comparse e cosa è cambiato intorno alla casa: lavori, scavi, perdite, una stagione molto secca o molto piovosa.
Le cause più frequenti
Il terreno sotto una casa non resta uguale per sempre. Cambia con l’acqua, con i lavori vicini e con i carichi che gli si aggiungono. Le cause che si incontrano più spesso sono queste:
- terreni argillosi che cambiano volume con l’umidità, ritirandosi nei periodi secchi e rigonfiandosi in quelli piovosi;
- perdite d’acqua prolungate da tubazioni, scarichi o pluviali, che dilavano o rammolliscono il terreno sotto la fondazione;
- scavi vicini, come un nuovo edificio, un parcheggio interrato o una trincea per i sottoservizi, che tolgono contenimento laterale al terreno;
- abbassamenti o innalzamenti della falda, che cambiano il comportamento dei terreni fini;
- radici di alberi grandi piantati vicino ai muri, che sottraggono acqua al terreno;
- aumenti di carico senza verifica, come un piano aggiunto o un cambio d’uso con carichi maggiori;
- fondazioni appoggiate su terreni diversi, per esempio una parte su terreno naturale e una su riporto.
Negli edifici più vecchi pesa anche la fondazione stessa. Molte case costruite prima delle norme moderne hanno fondazioni poco profonde o semplici allargamenti del muro. Funzionano finché il terreno resta stabile, ma tollerano poco le variazioni.
La natura del terreno conta anche nelle costruzioni nuove. Nel caso della platea di fondazione a Lurano, la scarsa portanza del terreno e i carichi del capannone hanno portato a scartare i classici plinti a favore di una platea in cemento armato.
Cosa prevedono le norme tecniche
Le Norme Tecniche per le Costruzioni (DM 17 gennaio 2018) trattano gli edifici esistenti nel capitolo 8. Il paragrafo 8.3 elenca i casi in cui la valutazione della sicurezza deve essere effettuata. Tra questi c’è la riduzione evidente della capacità della struttura dovuta a deformazioni significative, anche conseguenti a problemi in fondazione.
Lo stesso paragrafo stabilisce quando, dentro una valutazione, la verifica delle fondazioni diventa obbligatoria. Oltre alle condizioni che possono portare a un’instabilità globale, il primo caso elencato è proprio quello di importanti dissesti attribuibili a cedimenti delle fondazioni, presenti oggi o prodotti in passato. Gli altri riguardano possibili ribaltamenti o scorrimenti e la liquefazione del terreno sotto sisma.
Un dissesto da cedimento, anche vecchio, porta le fondazioni dentro la verifica: la norma non permette di ignorarle.
Il paragrafo 8.4 aggiunge un punto per chi deve intervenire. Negli interventi di miglioramento e di adeguamento, il progettista che decide di non toccare le fondazioni deve motivarlo esplicitamente, con una verifica di idoneità del sistema di fondazione. Le nuove fondazioni, se servono, si verificano con i criteri delle nuove costruzioni.
Come si arriva a una diagnosi
Un cedimento non si diagnostica da una fotografia. Serve capire se il movimento è finito o in corso, quale parte dell’edificio si muove e perché. La valutazione della sicurezza che svolgo sugli edifici esistenti parte sempre dal sopralluogo e dal quadro delle fessure.
| Fase | Cosa si fa | A cosa serve |
|---|---|---|
| Raccolta della storia | Titoli edilizi, disegni, lavori fatti nel tempo, eventi come perdite o scavi vicini | Ricostruire quando e perché il quadro può essere cambiato |
| Rilievo del quadro fessurativo | Mappa delle fessure, del loro andamento e della loro apertura | Leggere la direzione del movimento |
| Monitoraggio nel tempo | Misure ripetute dell’apertura delle fessure e, se serve, delle quote dell’edificio | Capire se il cedimento è stabilizzato o attivo |
| Indagini sul terreno e sulle fondazioni | Saggi per vedere la fondazione, indagini geotecniche affidate a specialisti | Conoscere il terreno su cui poggia la casa |
| Verifica e relazione | Calcolo della struttura e della fondazione, conclusioni scritte | Stabilire se l’uso prosegue, va limitato o servono interventi |
Il monitoraggio è spesso il passaggio decisivo. Richiede tempo, perché alcuni movimenti seguono le stagioni. Una lettura fatta dopo un’estate secca e una dopo un inverno piovoso possono dare risposte diverse.
Non tutti i casi richiedono tutte le fasi. In un dissesto piccolo e chiaramente fermo possono bastare rilievo e verifica. Quando il quadro è incerto o il movimento continua, le indagini sul terreno diventano necessarie.
Gli interventi possibili
Se la verifica conclude che bisogna intervenire, la scelta dipende dalla causa. Eliminare la causa viene prima di tutto. Riparare una perdita d’acqua o allontanare uno scarico può fermare un cedimento senza toccare la fondazione.
Quando invece la fondazione va rinforzata, le strade sono diverse. Si può allargare la base di appoggio, approfondire la fondazione fino a strati di terreno migliori, oppure trasferire i carichi più in basso con elementi come i micropali. In alcuni casi si interviene sul terreno stesso.
Sono lavori di consolidamento strutturale che richiedono un progetto, calcoli e una direzione dei lavori. Le crepe si riparano solo alla fine, quando il movimento è fermo. Chiuderle prima significa perdere l’unico segnale che dice se l’intervento ha funzionato.
Domande frequenti
Come capire se una crepa dipende dalle fondazioni?
Non lo si capisce dalla crepa sola. Fanno pensare a un cedimento le fessure diagonali che partono dagli angoli delle aperture, quelle più larghe a un’estremità, le porte che si bloccano e i pavimenti in pendenza. La conferma arriva da rilievo, monitoraggio nel tempo e, quando serve, indagini sul terreno.
Un cedimento delle fondazioni si ferma da solo?
A volte sì. Il terreno si assesta sotto un carico nuovo e poi si stabilizza, oppure la causa scompare, come una perdita riparata. Altre volte il movimento continua o segue le stagioni. Per saperlo serve misurare le fessure nel tempo: un’impressione a vista non basta a dire che è fermo.
Chi deve valutare un cedimento delle fondazioni?
Un ingegnere che si occupa di strutture, che rileva l’edificio, legge il quadro delle fessure e firma la relazione. Per conoscere il terreno può servire il contributo di un geologo o di indagini geotecniche affidate a ditte specializzate. L’impresa interviene dopo, sulla base di un progetto.
Si può vivere in una casa con un cedimento in corso?
Dipende da quanto è esteso il dissesto e da quanto si muove. La valutazione della sicurezza serve proprio a stabilirlo: può concludere che l’uso prosegue, che va limitato o che servono interventi. Nessuno può dirlo con una foto. Se le fessure crescono in fretta, la verifica va chiesta subito.